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Odoo è forse il più chiacchierato progetto open source del momento, la sua popolarita come software di gestione aziendale è in rapida crescita anche rispetto a concorrenti più blasonati, grazie alla libertà con cui è possibile scaricarlo.

Per tale motivo offriamo pacchetti di supporto prepagato su Odoo.

Vediamo sette caratteristiche che dovreste conoscere di questo software:

1) Odoo è più vicino all’idea di framework che di prodotto: come un sarto usa i pezzi di stoffa per cucire addosso al corpo del cliente un abito su misura, Odoo è lo strumento che i professionisti dell’informatica aziendale possono usare per costruire un software per la gestione aziendale integrata su misura dell’impresa utilizzatrice, in modo da gestire aree funzionali quali la relazione coi clienti, il ciclo di vendita, il magazzino, la comunicazione, etc. con un unico software che genera un solo grande archivio di dati da mantenere.

Se da un lato questa flessibilità, garantita dalla licenza libera e dal linguaggio di programmazione Python garantiscono il 100 % della personalizzazione della soluzione finale, il fatto di non lavorare con un prodotto “pronto all’uso” ma “da costruire sulle esigenze del cliente“, comporta che di volta in volta andrà scritto un documento di analisi con una lista dettagliata dei bisogni dell’impresa, da paragonare successivamente alle funzionalità di Odoo, in modo da capire quali esigenze sono già coperte dai moduli della comunità e quali invece andranno scritte, ma soprattutto a che prezzo.

Il risultato dell’analisi, quando  i processi da gestire sono complessi e personalizzati, spesso si conclude con un’assoluta convenienza nel fare l’investimento in Odoo, perchè la comodità di lavorare con addosso un “abito personalizzato” si traduce in una velocità gestionale che permette di sorpassare i concorrenti.

Il risultato dell’analisi non dovrà comunque darsi per scontato dall’inizio, in alcuni casi è possibile che risulti economicamente più conveniente adottare software “già pronti all’uso“, o addirittura continuare ad usare ciò che si usa!

2) Odoo è il figlio di 30 anni di cultura open source: questo ha permesso alla comunità, di costruire rapidamente ed economicamente un ERP “salendo sulle spalle dei giganti“.

Non è stato necessario inventarsi un sistema operativo: Linux è liberamente disponibile, mentre per il database relazionale ci si è potuti appoggiare ad un altro software aperto come PostgreSQL.

A parte i due progetti maggiori già citati, ogni installazione di Odoo porta dentro di se un ecosistema libero che contribuisce a creare un’intera “filiera” dell’open source, si può andare da software di virtualizzazione come Docker al web server Nginx, passando per progetti piccoli ma fondamentali come wkhtmltopdf, per finire al client Firefox.

Questa miriade di strumenti di alta qualità disponibili hanno permesso alla casa madre di fare un investimento economico focalizzato, caratterizzato da un rapido sviluppo del software, utilizzando un linguaggio di programmazione aperto come Python per creare solo i moduli che gestiscono la logica aziendale (ORM).

Esiste tuttavia un risvolto della medaglia, mentre per l’utente aziendale è veramente banale utilizzare il software, perchè vi accede da un normale browser come Firefox, il professionista che vuole prestare assistenza tecnica dovrà conoscere a menadito Linux, PostgreSQL, Python e gli altri strumenti citati su cui Odoo si appoggia per funzionare.

3) Odoo ha una struttura modulare ma alcune funzionalità è probabile che non saranno mai sviluppate nativamente: l’immagine collettiva dell’ERP è quella del software che dovrebbe sostituirsi a tutti i programmi di gestione aziendale precedentemente usati dall’azienda, in modo da guidare in maniera unitaria e coordinata funzioni aziendali che prima erano separate, anche per via del fatto che ogni applicazione usata precedentemente (ad esempio per la fatturazione o per la gestione del magazzino) creava un archivio di dati distinto da quello degli altri programmi.

Odoo grazie a suoi 4.600 moduli che si possono assemblare, permette di creare un software integrato ed abbastanza completo che utilizza un solo database, arrivando a toccare la maggior parte dei processi aziendali.

È però prevedibile che alcune funzionalità non verranno mai sviluppate, perchè è più conveniente interfacciare Odoo ad applicazioni legacy.

Si pensi ad esempio alla fiscalità, dove le specifiche delle funzionalità del software sono dettate dall’Agenzia delle Entrate e dall’Agenzia per l’Italia Digitale e sono quindi uguali per tutti.

In queste situazioni un modulo di Odoo diventerebbe una commodity, vale a dire che dal momento che i  vincoli di legge impongono che le funzionalità siano uguali per tutti, non vale la pena investire dei soldi per creare un prodotto che andrebbe a competere con applicazioni ben fatte e già presenti sul mercato per la fatturazione elettronica e la conservazione sostitutiva, peraltro senza potersi differenziare da questo in modo significativo per via appunto dei vincoli di legge.

Attenzione però a non confondere la contabilità, che Odoo riesce a gestire, con la fiscalità che anche in futuro Odoo ammministrerà interfacciandosi con applicazioni esterne.

In linea generale, ad un ERP si dovrebbe chiedere di dare il meglio nelle funzioni aziendali dove sono meno stringenti i vincoli normativi, perchè questa libertà permette di creare delle personalizzazioni che per via della differenziazione della gestione della propria azienda da quella dei concorrenti, crea valore aggiunto.

Spazio quindi ad investimenti in applicazioni volte a migliorare la gestione delle relazioni coi clienti, la produzione, la contabilità analitica.

4) Odoo nasce per il cloud computing: inutile girarci attorno, l’architettura prevede l’installazione del software su un server che andrà gestito da uno staff di professionisti, mentre gli utenti comuni potranno utilizzare il programma accedendo da qualsiasi computer connesso ad internet, utilizzando un qualunque strumento per la navigazione come Firefox, Chrome, Safari, etc.

Questa struttura è stata studiata per ottenere una serie di vantaggi dal software: le piccole aziende con meno di 15 dipendenti che al loro interno non hanno un informatico possono concentrarsi sul loro business, utilizzando Odoo come utenti per la gestione dei processi aziendali, scaricando su un fornitore di servizi IT tutta  la parte di gestione tecnica del software.

Installare Odoo su un server cloud consente ai fornitori di servizi IT di gestire il cuore del sistema da remoto, senza doversi recare necessariamente presso la sede del cliente ogni volta che si verifica un problema, perchè la parte che crea valore e contiene i dati è saldamente nel loro controllo, mente i pc che utilizza il cliente sono dei normalissimi computer che si possono comprare in qualsiasi centro commerciale,  e che al loro interno non hanno installato nulla di Odoo.

Il cloud computing permette anche all’azienda utilizzatrice di non dover acquistare e gestire l’hardwaree del server, le risorse vengono “noleggiate” mensilmente ed il pagamento avviene sulla base del consumo effettivo di potenza di calcolo.

Una gestione più snella dell’informatica dunque, con l’azienda che non si troverà in ufficio un server che porta solo polvere, per la cui manutenzione non è necessario rivolgersi a tecnici che si fanno pagare le spese dell’uscita per recarsi nell’ufficio del cliente.

Al contrario, il server aziendale verrà custodito in server farm che garantiscono ogni tipo di sicurezza al server aziendale:

In conclusione, è tecnicamente possibile installare Odoo anche su server locali installati presso l’ufficio dell’azienda utilizzatrice, ma così facendo si perderebbero la maggior parte dei vantaggi economici e tecnici di una delle poche applicazioni che possonmo sfruttare a pieno la tecnologia del cloud computing.

L’installazione su server locali va valutata solo ove si riscontrassero seri motivi tecnici che precludono l’utilizzo del cloud computing, come l’utilizzo di casse nei punti vendita o l’assenza di connessione ad internet ADSL nella città in cui ha sede l’azienda.

5) La comunità: come in ogni progetto open source, data la complessità del software che si usa, non è pensabile di fare tutto da soli, specialmente se quello che si vuole fare è creare un’alternativa al Sap, azienda che conta 74.000 dipendenti.

Sia che voi siate l’azienda utilizzatrice, sia che voi siate un’azienda che offre assistenza informatica a livello locale, se lavorate in Italia è probabile che la vostra organizzazione sia composta solo da poche decina di persone.

Per fare un lavoro di qualità, sarà necessario dunque collaborare con una comunità di volontari che a livello internazionale conta circa 1.500 persone, la maggior parte delle quali riunite nella Odoo Community Association, abbreviata in OCA.

La OCA si occupa di sviluppare e mantenere la traduzione e la localizzazione di molti paesi, inclusa l’Italia, e del mantenimento e debug delle vecchie versioni di Odoo abbandonate dalla casa madre.

La OCA è stata creata da aziende di rilievo internzionale nel campo della consulenza sul software libero, come CamptoCamp e Savoir Faire Linux.

Nel nostro paese esiste anche l’Industria Italiana del Software Libero, che si occupa di promuovere l’adozione del software Odoo nelle imprese italiane, oltre che di agevolare il networking tra professionisti ed imprese che lavorano con Odoo.

6) Distribuzione per l’Italia: Odoo non è un prodotto, non è un software già pronto all’uso, ma uno strumento con il quale si può scrivere un software di gestione aziendale personalizzato sulle esigenze dell’azienda.

Partendo dalla base di Odoo, Didotech  ha creato una distribuzione per rispondere alle esigenze informative e gestionali più comuni delle PMI italiane.

Il nome dato a questo software è LibrERP.com, ovvero ERP libero.

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La differenza principale tra Odoo e LibrERP.com è che quest’ultimo è un software già pronto all’uso.

Incorporando al suo interno quattro anni di lavoro d’implementazioni in aziende italiane, Didotech è riuscita a creare un prodotto che avesse le caratteristiche qualitative e funzionali tipiche che servono alle aziende italiane.

Le personalizzazioni operate sul framework di Odoo ed i moduli aggiuntivi, consentono infatti alle imprese di utilizzare in poche settimane il software per i propri processi aziendali.

Per effetto dei tre anni studi di business administration e del learning by doing acquisito durante le implementazioni, LibrERP migliora e semplifica la gestione aziendale rispetto alle situazioni in cui precedentemente si lavorava con software gestionali o con fogli excel.

Le funzionalità di gestione aziendale LibrERP.com sono descritte in questo .pdf.

LibrERP.com è software libero, i moduli aggiuntivi ad Odoo scritti in Python sono rilasciati con licenza AGPLv3 e distribuiti attraverso il repository LibrERP su GitHub.

7) Software Libero non vuol dire assenza di regole: raccomandazione fondamentale se è la prima volta che vi avvicinate ad un progetto aperto.

Software Libero non vuol dire assenza di regole, tutti i software citati vengono rilasciati con una licenza che accetate di rispettare nel momento stesso in cui usate il software.

Odoo ad esempio viene rilasciato con licenza APL v3.0, PostgreSQL con PostgreSQL Licence.

Nulla di preoccupante, il software libero se ne avete le competenze è realmente utilizzabile gratuitamente anche per fini commerciali, ma ricordatevi di controllare ad esempio se la licenza d’uso vi chiede di rilasciare gratuitamente il codice che modificate.

Esistono poi una serie di regole non scritte che vi permetteranno di essere accettati e benvoluti dalla comunità.

In linea generale, non fate domande la cui risposta si trova con una semplice ricerca su Google, ricordate che le persone che fanno parte della comunità sono li per aiutare volontariamente ma che non si tratta di un supporto commerciale da cui potete pretendere risposte, provate a dare un contributo oltre che riceverlo (ad esempio segnalando bugs o completando una discussione su un problema che avevate iniziato, scrivendo la soluzione che avete trovato).

Ricordate che il rispetto e l’ammirazione di una comunità open source nel lungo periodo porta più vantaggi che una politica di egoismo di breve periodo. 😀